Cantare in un coro migliora la vita. Parola agli scenziati.

November 12, 2016

 

Canta che ti passa... è un detto che spesso chi vuole confortare un amico un po' nervoso lancia a mo di battuta per cercare di stemperare gli animi. Cantare è da sempre un gesto liberatorio, un momento di aggregazione o un mezzo per eprimere la vasta gamma di emozioni che abbiamo dentro.

Tutto questo finora è stato opinabile e ha diviso spesso gli “emotivi” dai “razionali”. Ora però, tutte le teorie trovano un fondamento scientifico: uno studio dimostra i benefici del canto ed in particolare del canto corale.

UNO STUDIO SCIENTIFICO.

Da un recente studio svolto dalla collaborazione tra il Tenovus Cancer Care e il Royal College of Music emerge che chi canta in un coro almeno un'ora a settimana beneficia della riduzione dell'ormone dello stress (il cortisolo) e registra un'aumento delle citochine; si tratta di proteine del sistema immunitario che aumentano la capacità dell'organismo di combattere gravi malattie tra cui il cancro.

A dimostrare questi risultati, un campione di circa 200 individui appartenenti a diversi cori che si sono sottoposti ad analisi e studi.

Se confrontati con persone che non praticano canto, emerge come nei soggetti “cantanti” la predisposizione alla malattia diminuisce enormemente.

 

ALLEGRIA E BUON UMORE

Ma non è tutto: da tempo si sa che cantare insieme è un buon modo per socializzare, per vivere rapporti sani con gli altri e divertirsi. La vera innovazione spiega la dott.ssa Daisy Fancourt, coautrice dello studio, è che “nei soggetti in analisi si registra una diminuzione dell'infiammazione generale dell'organismo”. Quindi il canto corale, aumentando la sensazione di benessere nel corpo, aiuta a diminuire l'infiammazione che si sa, è sinonimo di un corpo malato e facilmente attaccabile da gravi patologie.

 

DIVERTIMENTO E RISATE

Da non sottovalutare come divertirsi in modo costruttivo e partecipare a sedute di canto corale spinga a migliorare la concentrazione e a “pulire” la mente da pensieri autolimitanti. Come spiega la dott.ssa Raffaella Pellegrini (raffaellapellegrini.com) «A livello cognitivo, nei coristi aumentano attenzione, concentrazione e memorizzazione, e il pensiero si fa più ordinato.

A livello fisiologico, il canto implica una respirazione più profonda, consapevole e regolare, che favorisce l’ossigenazione sanguigna e una postura corretta: la funzionalità cardiaca migliora e si riducono le tensioni muscolari. 

In coro, in più, il respiro delle persone si sincronizza. La sintonia fisiologica diventa anche psicologica ed emotiva: ecco perché l’attività corale crea coesione anche tra persone che non si conoscono».

 

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