Talk Talk- Spirit of Eden

January 16, 2017

 

Inauguriamo oggi la rubrica Unknown Pleasures dedicata ai vinili e ai dischi che hanno fatto la storia della musica mondiale.

A tenerla è Gianluca Morelli, musicista e appassionato del genere.

A voi il primo articolo su Talk Talk - Spirit of Eden

 

 

Spirit of Eden è l’album che non ti aspetti; i Talk Talk, sulla scia dei successi di It’s My Life e Such a Shame, sono una band incentrata su un synth pop di ottima fattura espressione dei primi anni 80. Ad onor del vero, The Colour of Spring, che lo precede di un paio di anni, qualche avvisaglia l’aveva mandata, ma non abbastanza forte da far presagire una così netta virata verso territori inconsueti. Difatti, nel 1988, come un fulmine a ciel sereno Spirit of Eden viene dato alle stampe e risulta fin dalle primissime battute un album sui generis che rompe nettamente non solo col passato, il loro, ma con la musica pop rock degli anni 80 in generale, tuffandosi in un rock sperimentale con tratti progressive ed accenni di jazz; l’album fu accolto tiepidamente da pubblico e critica e la EMI, la loro casa discografica, che già bramava di rimpinguare le proprie casse con un’altra hit, rimase a dir poco spiazzata. Di li a qualche anno però, Spirit of Eden sarà rivalutato divenendo fonte di ispirazione per nuovi gruppi emergenti e verrà considerato un vero e proprio caposaldo del cosiddetto “post rock”. L’album, registrato quasi interamente al buio, a metà tra jam session e happening psichedelico anni 60, e caratterizzato da un incedere lento ed ipnotico inframmezzato da suggestivi crescendo, consta di sei composizioni più o meno lunghe, ricche di strumenti non tradizionali come il corno inglese, l’oboe, l’harmonium, l’organo, il basso tuba e lo shozygs, strumento autocostruito e suonato dal musicologo, compositore e musicista Hugh Davies; l’unico “sussulto” di stampo rock è Desire in cui si fa ampio uso di chitarre distorte sorrette da una sezione ritmica muscolare. Il pezzo portante dell’album è il brano I Believe in You, etereo, malinconico, in cui l’organo accompagna la voce commossa e commovente di Mark Hollis che affronta temi quali perdita e redenzione. Di non facile ascolto, Spirit of Eden cela all’interno dei suoi solchi una bellezza fuori dal comune che saprà svelarsi all’ascoltatore attento e paziente. Toccheranno ancora queste vette col successivo, ed ultimo album, The Laughing Stock.

 

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