Il metodo STUDIOVOCEROMA

February 15, 2017

 

Più che di “metodo” parlerei di “metodologia didattica”.

La caratteristica del mio modo d’insegnare è nel mio sforzo comunicativo , nel pormi come gancio nel percorso di avvicinamento consapevole dell’allievo alle sensazioni alle quali il corpo stesso è indotto attraverso i suggerimenti didattici ed il training dell’eserciziario…

In questi anni mi sono imbattuta in una serie di racconti  su meravigliosi “mondi anatomici immaginari” e su irrealistiche “dinamiche fisiologiche” suggeriti da certe metodiche didattiche sul canto…Come si fa a raccontare la dinamica delle proprie percezioni corporee e le proprie esperienze sensoriali al fine di farne un insegnamento guida di tecnica vocale?…Palloncini nello stomaco per avvicinare l’allievo alla respirazione diaframmatica, suoni pensati come partoriti dal basso ventre per indurre la sensazione della “spinta diaframmatica” ,”sacche di aria nei fianchi ” da premere all’inizio della frase al fine di…non so…sollecitare il meccanismo di appoggio?? ….ma non è meglio scegliere gli esercizi che inducano l’allievo stesso a dire cosa sente che gli stia succedendo ?

Solo qualcuno più intuitivo arriverà a “cogliere” cosa suggerisce l’idea evocativa che l’insegnante o qualche bel manuale sta proponendo…la maggior parte “appiccicherà” un’immagine non costruita da lui su una parte anatomica o solo nel suo cervello senza sapere cosa dovrà mai farne..

Le immagini evocative sono utili solo in una fase successiva quando l’allievo ha già iniziato a consapevolizzare i movimenti interni dei suoi muscoli ,per cui riconoscerà in quelle semplicemente un nome da dare alle sue preziose scoperte sensoriali.

Francesca Tenuta

 

 

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